La Nascita Cinematografica dalla Delusione: Il Viaggio di Alberto Palmiero con "Tienimi presente"

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La storia di Alberto Palmiero e del suo film "Tienimi presente" è un esempio lampante di come le sfide personali possano tramutarsi in potenti espressioni artistiche. Questo lungometraggio non è solo il racconto della disillusione di un giovane regista, ma una narrazione universale delle difficoltà e delle opportunità di riscatto che definiscono un'intera generazione. Attraverso un approccio intimo e un'ironia sottile, Palmiero ci invita a riflettere sul significato del successo, del fallimento e della persistenza dei sogni.

Il fallimento non è la fine, ma un nuovo inizio: "Tienimi presente" rivela la forza della resilienza

La Crisi dei Trent'anni e il Ritorno alle Origini

Quando si avvicinano i trent'anni, molti giovani si ritrovano a fare un bilancio della propria vita, confrontando le ambizioni giovanili con la dura realtà. Questo è esattamente ciò che è successo ad Alberto Palmiero, un giovane regista che, deluso dalle aspettative non realizzate, ha dovuto fare ritorno alla sua città natale. Tuttavia, la sua storia non si è trasformata in un epilogo di fallimento, bensì in un inaspettato successo grazie al potere trasformativo del cinema.

Dall'Autobiografia al Lungometraggio di Finzione: La Nascita di "Tienimi presente"

Palmiero ha avuto l'intuizione di trasformare la sua esperienza di vita in una narrazione cinematografica. Così è nato "Tienimi presente", un'opera che ha debuttato nelle sale il 26 febbraio grazie a Fandango. Inizialmente pensato come un documentario, il progetto ha preso la forma di un lungometraggio di finzione con il prezioso contributo di produttori del calibro di Marco Bellocchio, Simone Gattoni e Gianluca Arcopinto. Il film è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma 2025, dove ha ricevuto il prestigioso Premio Miglior Opera Prima Poste Italiane.

L'Accoglienza della Critica e il Messaggio Universale del Film

Nonostante sia scaturito da un periodo di profonda crisi personale, "Tienimi presente" ha conquistato il pubblico e la critica per il suo stile autentico e la sua narrazione originale e spiritosa. Nel film, Alberto Palmiero interpreta se stesso, un regista che, dopo aver inseguito invano il suo sogno a Roma, si ritrova a lavorare come informatico nella casa dei genitori ad Aversa. Ma proprio quando tutto sembra perduto, scopre il vero significato della sua passione.

La Rinascita Artistica e Personale in Provincia

Palmiero ha raccontato a Ciak come, in quel momento di resa e delusione, abbia compreso l'importanza del cinema come mezzo per elaborare e trasformare con ironia le esperienze che lo avevano segnato. Il ritorno nella sua città, circondato da volti familiari e nuove amicizie, gli ha restituito la serenità perduta e la voglia di trasformare la sua storia in un film, liberandosi dalle paure e condividendo il suo dolore.

Un'Opera Che Parla a un'Intera Generazione

Senza alcun autocompiacimento, Palmiero narra con spontaneità e leggerezza il suo percorso, dimostrando come sia possibile inseguire i propri sogni senza perdersi d'animo e trasformare la delusione in una fonte di creatività. "Tienimi presente" nasce da un'urgenza personale e dalla ricerca di identità, diventando un esordio autobiografico intimo ma mai autoreferenziale. Il film riflette sul fallimento e sulla possibilità di trasformazione, non solo nel mondo del cinema, ma come metafora delle difficoltà che affronta un'intera generazione. L'importante, sottolinea Palmiero, non è tanto realizzare un sogno, quanto il modo in cui si affronta il percorso e si impara a gestire il rapporto con il fallimento.

Dietro le Quinte: Cast e Produzione di "Tienimi presente"

Accanto ad Alberto Palmiero, il film vanta la partecipazione di Francesco Di Grazia, Gaia Nugnes, Elena Fattore e Carlo Palmiero. La regia e il soggetto sono opera di Alberto Palmiero, mentre la sceneggiatura è stata scritta con Davide de Rosa. La fotografia è curata da Lorenzo Mancini e Vincenzo Pezone, le musiche originali sono di Francesco Di Grazia, l'aiuto regia di Vincenzo Pezone, il montaggio di presa diretta di Alberto Moscone, il fonico di mix e sound designer Eugenio Bonemazzi e il colorist Alessio Zanardi. La pellicola è una produzione Kavac Film in collaborazione con Rai Cinema, prodotta da Simone Gattoni, Marco Bellocchio e Gianluca Arcopinto.

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